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Tips&Tricks

HEARTTBREAKER H.P. 4″1/4  PART 1

Per soddisfare le richieste pervenutemi da numerosi frequentatori dei forums dedicati al Bass Fishing, il nuovo capitolo di Tips’n Tricks si rivolge all’HearttBreaker H.P. (nel testo, verrà successivamente menzionato come HB).

Questa soft bait è senza ombra di dubbio alcuno una delle più pesanti e voluminose presenti sul mercato; quest’ultima caratteristica:

1)      aiuterà anche i principianti ad utilizzarlo, spiombato, con l’attrezzatura da casting,

2)      permette di skippare efficacemente l’esca nelle cover più intricate,

3)      non influisce assolutamente sul sinking rate, grazie alla densità del plastisol L.S.I.,

4)      garantisce lunghi lanci nel caso volessimo utilizzarla in superficie.

Il volume dell’esca, invece, permette di smuovere un considerevole volume d’acqua sia che venga utilizzata come paddle, sia che venga modificata in modo da rappresentare un gambero; inoltre, usata come trailer, permette di vestire significativamente ami della taglia del Machete Jig (serie W e Handtied), alla ricerca di esemplari di grossa mole. Ulteriore vantaggio della corposità dell’esca, in particolare della parte innescata, quello di permettere l’uso indiscriminato a punching, senza temere che l’amo Heavy Wire rovini l’esca.

Premesso tutto ciò, andiamo ad analizzare i principali inneschi e, di conseguenza, utilizzi di questo magnifico siliconico.

 

WEIGHTLESS RIG

Nel suo innesco weightless (spiombato) l’HB annovera una qualità che ben poche esche, presenti sul mercato, possono vantare: in calata, si comporta esattamente come un tube, disegnando una spirale discendente. Tale tipologia di affondamento imita alla perfezione un pesce morente, risultando estremamente attrattivo agli occhi del bass.

Come accennato, l’HB può essere utilizzato anche come esca di superficie (in questo caso va utilizzato in versione integrale). Se recuperato ad una velocità sufficiente a mantenerlo aggallato, si comporta come una buzzing bait: la coda paddle, dotata di un’apertura a forma di cuore, permette il passaggio dell’acqua e promuove la formazione di bollicine d’aria e spruzzi, nonché il continuo movimento dell’esca.

Entrambe gli utilizzi possono essere alternati, durante la pescata, allo scopo di sondare in maniera differente gli spot affrontati. In foto l’HB risulta innescato su un amo EWG 4/0, in stile weightless. Il nodo va coperto con la gomma al duplice scopo di evitare l’accumulo di particolato galleggiante e/o sospeso (pollini, frammenti algali o vegetali, ecc.) e in modo tale da favorire le ferrate, sfruttando al meglio il gape (apertura) dell’amo.

Questa tipologia di amo si adatta perfettamente all’uso in molteplici spot ma, nel caso desiderassimo diminuire drasticamente la resistenza dell’esca agli attriti sugli ostacoli e favorire la stabilità dell’esca nei recuperi top-water, opteremo per ami EWG dotati di Hitch Hyker (la molla basculante, fissata sull’occhiello); in questo caso due prodotti della Stanley.

In foto vengono rappresentate le due versioni commerciali: la non piombata e quella piombata. La prima può essere utilizzata per inneschi weightless o texas, la seconda come una leggera testina piombata. Nell’immagine l’HB risulta montato in versione integrale ed in quella “gambero”, tagliando in due il paddle, lungo la linea di mezzeria.

 

 

 

 

 

 

Vantaggio indiscusso di questa tipologia di ami è la capacità di ottimizzare la ferrata, riducendo drasticamente le slamate; ciò è dovuto al fatto che l’esca risulta immobilizzata solo nel punto di innesco sull’amo mentre, all’estremità anteriore, è libera di “collassare”, lasciando maggiore spazio alla penetrazione dell’amo. Inoltre, nel caso di utilizzo su tappeti di ninfee o erbai, l’amo stesso fa da chiglia all’esca impedendone ogni appiglio sulle piante acquatiche. Lo stesso vale in presenza di rami di alberi caduti in acqua o di steli di canneti abbattuti dal vento.

Come osservabile in foto, l’innesco è di tipo texposed, al fine di facilitare la ferrata in superficie e l’innesco perfettamente rettilineo dell’esca. Vedremo più avanti come sia possibile modificare l’HB in modo tale da utilizzare anche questa tipologia di ami con un montaggio texas, mantenendo l’esca perfettamente dritta e a prova di incaglio. N.B.: montare l’esca dritta è di fondamentale importanza per ottenerne un corretto comportamento di moto, al fine di evitare qualsivoglia rotazione dell’esca su se stessa, soprattutto se recuperata in superficie.


UPPER & LOWER POCKET  DOCTORING

L’HB si presta ottimamente come esca da flipping e da pitching, soprattutto quando piombato.

Per incrementare al massimo l’effetto del paddle è necessario piombare decisamente l’esca, a partire da 1/2oz in su.

Considerato suddetto utilizzo, nasce spontaneo l’uso di ami heavy wire, adatti all’impiego in heavy cover. Considerata la mole dell’esca e il suo spessore, però, non è semplice poter ricorrere ad ami offset o straight, a patto di non ricorrere a misure pari o superiori al 5/0. E’ altresì possibile fermarsi ad un 4/0 nel caso di ami wide gape, a patto di innescare l’esca in stile texposed, come mostrato in foto. Davanti a suddetto dilemma, ho trovato una semplice soluzione, basata sull’uso di una semplice lama da bisturi (anche quella di un taglierino si adatta). In foto il risultato finale, da compararsi con l’immagine precedente.

Considerate le forme dell’amo che si vuole utilizzare, non faremo altro che andare a creare una tasca atta ad alloggiare la punta dell’amo e diminuire lo spessore della gomma nella quale la curva dell’amo dovrà scorrere. La tasca sarà realizzata con una semplice pressione della lama all’interno del plastisol, fino alla profondità desiderata.

 

 

 

La lunghezza della tasca sarà maggiore della lunghezza che intercorre tra curva e punta dell’amo. All’interno della tasca, la punta dell’amo andrà innescata in stile texposed.

Otterremo un innesco perfettamente rettilineo dell’esca e una resistenza agli incagli pari o addirittura superiore all’innesco texas, senza compromettere in alcun modo la ferrata.

 

A riguardo degli ami straight (dritti, stile Aberdeen) da flipping, una misura pari al 4/0 è ideale per non compromettere l’esca, irrigidendola troppo.

L’uso di questa tipologia di ami è imperativo nell’affrontare heavy cover, come nella tecnica del Punching (pesca all’interno delle macrofite).

Lo spessore dell’HB è tale da ridurre sensibilmente la capacità ferrante dell’amo, producendo spesso allamate pericolosamente superficiali. Per ovviare al problema è sufficiente creare una tasca che permetta alla punta dell’amo di emergere maggiormente durante la ferrata. Suddetta tasca sarà quindi realizzata nella parte “ventrale” dell’esca, in corrispondenza della curva dell’amo.

La foto mostra chiaramente come la tasca parta dopo il punto in cui la curva dell’amo penetra nell’HB: la carnosità dell’esca permetterà una forte tenuta dell’innesco texas mentre la tasca faciliterà la ferrata.

A punching, l’HB integrale permette di emettere forti vibrazioni e richiamare i bass, quando montato in stile “gambero” permette di sfondare ancora più agevolmente i tappeti algali in quanto le due chele collassano, riducendo la silhouette. La presentazione risulta meno “acusticamente” invadente. Imperativo l’uso di Bullet extra-heavy, come in foto (2oz, tungsteno), assieme a treccia da 65lb e canne di potenza adeguata.

La stessa operazione va eseguita nel caso in cui si desideri utilizzare l’HB in sinergia con una Ballheadz da 1/4oz (notare che solo questa versione (peso) di jig head presenta un amo 4/0).

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’ultima foto si apprezza chiaramente la potenzialità della tasca nel favorire la ferrata, esponendo la punta dell’amo.

Tra le testine commercializzate da BF la più adatta all’utilizzo dell’HB è, senza ombra di dubbio, la FNSS Flipping Standup Headz, dotata di un amo robusto e di proporzioni adatte.

Tale combo è ideale per la pesca all’interno di cover rappresentate da alberi o cespugli sommersi, in calata. Si suggerisce di lasciare l’esca completamente immobile dopo l’impatto con il fondale, per poi passare ad un’azione di shaking sul posto. L’uscita dall’ostacolo va eseguita in maniera lenta, soffermandosi ad ogni impatto sugli ostacoli.

Nella foto si nota come l’autore abbia preferito aumentare il gape dell’amo innescando l’HB non perfettamente centrato (l’asse di innesco è evidenziato dalla linea nera, in sovraimpressione), allo scopo di favorire la ferrata e la penetrazione dell’amo.

Nelle successive parti, dedicate all’Hearttbreaker H.P., affronteremo ulteriori tipologie di innesco e l’utilizzo come trailer.

Enjoy Ur Fishing!

Giulio “Majoryn” Fait

Liqvidd Hogg 4”¾     PART 4

L’Hogg, esca estremamente versatile, può efficacemente essere utilizzato anche come trailer per i Jigs.

Le foto ritraggono un Fnss Football Spider Jig, armato di Liqvidd Hogg come trailer. Le immagini mostrano come, su questa tipologia di jig, risulti conveniente montare trailers piuttosto corti per ottimizzare l’azione dell’esca nella sua totalità. Il fondale sul quale utilizzare questo modello sarà infatti di tipo “solido”, costituito da plateau di arenaria, sabbie, ghiaie, ciottoli e argille. Recuperi di tipo “dragging” andranno considerati come i più efficaci: al contatto con ogni asperità il jig andrà ad impennare posteriormente, sollevando il trailer dal fondo. La ricchezza di appendici dell’Hogg permetterà un’emissione continua di movimento anche in assenza di asperità pronunciate.

Per chiarezza, analizziamo le seguenti 6 fotografie. Nella prima l’Hogg risulta accorciato all’altezza dei flaps, punto di inizio per i successivi inneschi, nella seconda è innescato.

La terza foto presenta un’ulteriore modifica dei flaps: questi sono stati sagomati a forma di chela. Nella quarta foto le appendici di tipo curly tail sono state rimosse, i flaps mantenuti. Nella quinta immagine i flaps sono stati rimossi competamente, ad ottenere una siloutte più esile ed un jig che impenna molto più facilmente (riduzione delle superfici = riduzione dell’attrito in acqua).

La sesta macro mostra, invece, un montaggio dell’Hogg alquanto particolare, adatto a riutilizzare esche particolarmente rovinate. Tutte le appendici sono state rimosse ad eccezione di un flare, utilizzato come paddle tail. Un simile innesco si adatta molto bene a recuperi di tipo “Hopping”, nei quali in jig viene fatto saltare come una cavalletta, grazie a secchi colpi di cimino.

Analizziamo ora l’utilizzo dell’Hogg sullo Skyy Jigg, adatto alle presentazioni in covers ed heavy covers, principalmente attraverso pitching e flipping.

Lo Skyy Jigg può essere armato di Hogg innescato interamente: questa tipologia di innesco offre il meglio di sé in calata (drop) e, come ben sappiamo, gran parte delle mangiate a jig avvengono espressamente durante questa fase dell’azione di pesca.

Se i bass richiedono una presentazione sul fondo, tipica del momento “shaking” (bake & shake) all’interno della cover, sarà di gran lunga preferibile accorciare l’esca per favorirne la promozione del movimento, aumentandone la rigidità.

Nuovamente, nel caso in cui si voglia favorire l’impennaggio del jig, rimuoveremo i flaps dal nostro trailer, riducendo gli attriti, nonché le vibrazioni emesse.

Per una presentazione efficace al 100% in presenza di canneti, rimuoveremo anche le appendici curly, in modo tale da evitare ogni rischio di adesione delle stesse sugli steli o le foglie emerse, favorendo la penetrazione dell’esca in cover. Notate che, in questo caso, per ottenere la massima mobilità dei flares, l’attaccatura degli stessi dovrà distare almeno un centimetro dalla curva dell’amo: sarà la morbidezza della mescola a favorire il movimento delle appendici. Per amplificarne ulteriormente la mobilità, provvederemo ad effettuare la modifica precedentemente illustrata in Tips’n Tricks Part 2 (Flares doctoring).

Il Liqvid Hogg si presta all’utilizzo in qualità di trailer per gli spinnerbaits. In foto possiamo osservare un Tuned Stanley Wedge, armato con Liqvid Hogg, innescato nella sua interezza: questa scelta è ottimale per presentazioni Slow Rolling, a contatto con il fondale, e per il jigging. Per i neofiti ricordo che lo Slow Rolling presenta un recupero a rallentatore a stretto contatto con il fondale (preferibili spinnerbaits double willow); il jigging prevede la posa sul fondale inframezzata da sollevamenti verticali, tramite la cima della canna, in una tecnica a corto raggio (preferibili spinnerbaits tandem=colorado+willow).

Per il pitching, invece, è preferibile accorciare il trailer e rimuovere i flaps (prima e seconda foto), ed eventualmente i flares (terza foto) in modo tale da ottimizzare la calata dell’esca e ridurre il rischio di mangiate corte. Ricordo, inoltre, che l’uso di un trailer non solo migliora la presentazione dell’esca ma ci permette di aumentarne il volume e di ottenere sfumature cromatiche molto interessanti.

L’Hogg può servire anche da trailer per le chatterbaits, utilizzato in tutta la sua lunghezza (foto) o privato di tutte le appendici tranne le curly tails (non illustrato; rifarsi all’immagine relativa allo spinnerbait). Questo innesco si presta molto bene per i recuperi Stop & Go e presentazioni a dente di sega, entrambe presentazioni caratterizzate da calate dell’esca, o per recuperi lenti a ridosso del fondale.

Durante la pesca a texas succede spesso di rovinare l’esca a livello della punta dell’amo (nell’anello verde, in foto), in seguito a successive catture. Non gettate le esche rovinate: possono essere riutilizzate efficacemente per numerosi utilizzi che, adesso, andremo ad analizzare.

Per ottenere un trailerino da jig e mini-jig alquanto accattivante ed estremamente efficace, possiamo sbizzarrirci attraverso un taglia e cuci che donerà ulteriore divertimento alla nostra tecnica. Ci basteranno una lama o un paio di forbici, un Hogg “in fin di vita” e un accendino (consiglio i Bic Mini in quanto emettono una fiamma di temperatura ideale alla fusione del plastisol L.S.I.).

Tagliamo il corpo dell’Hogg all’altezza dei flaps. Rimuoviamo anche le appendici curly, esattamente alla base dei flares. Uniamo le due parti come in foto, attraverso l’uso dell’accendino. Le due parti da saldare vanno fuse senza che prendano fuoco, in contemporanea, quindi avvicinate e mantenute l’una contro l’altra fino a raffreddamento.

Otterremo in questo modo un mini-gambero con chele e antenne di tipo curly. Nel caso quest’ultime non ci piacciano o non si adattino alla nostra presentazione, potremo modificarle rendendole rettilinee (cut-tail type), come mostrato in foto. Per aumentare la mobilità delle chele è possibile incidere leggermente l’attaccatura al corpo principale con un paio di forbici o una lama.

Se vogliamo ottenere una mini-freak bait alquanto particolare, invece di attaccare le curly tails, andremo ad utilizzare un flare, come mostrato in foto. Questa sorta di mini-beaver permetterà di spostare parecchia acqua attraverso un’uso di tipo Hopping o Shaking. Ottimo l’innesco su football Jig (non mostrato in foto).

Mini-trailers di questo genere possono anche essere agganciati sulla curvatura dell’amo (American Style) per aumentarne la mobilità, come mostrato nelle successive foto. Rispettivamente su Machete W e Skyy Compact Jigg.

Per i pochi che affrontano coraggiosamente le covers pitchando e letteralmente flippando gli spinnerbaits in heavy cover, mostro un bel trucco adatto a lanciare anche in “casa del diavolo”, senza troppo temere.Allo stesso tempo, questo trucco, permetterà a tutti di scoprire il valore dello spinnerbait a flipping. Non temete: i bass si ferreranno senza problemi.

Prendiamo un Hogg deteriorato, rimuoviamo una parte di corpo centrale e un flap e inneschiamolo sullo spinnerbait come chiaramente illustrato in foto. Ulteriore variante, che sfrutta l’uso di uno dei flaps a protezione dell’amo (non illustrata), l’innesco di un Hogg privato dei flares ma ancora dotato di due o una coda curly: otterremo un ottimo trailer adatto a impreziosire l’azione della nostra esca, donando movimento, volume e sfumature cromatiche.

Così si conclude il “mondo” dell’Hogg visto a modo mio. Ora tocca a voi…

Enjoy Ur Fishing!

Giulio “Majoryn” Fait

Liqvidd Hogg 4”¾     PART 3

Prossimi a concludere questa carrellata sull’Hogg e le sue possibili modifiche, affrontiamo uno dei temi più interessanti: l’utilizzo a flipping/punching e l’Okechobee rig.

Partiamo dalla minuteria utile ad entrambe le tecniche.

La foto ritrae due oggetti modificati dall’autore: un amo da flipping straight, dotato di termo restringente, allo scopo di aumentare la tenuta dell’esca, e un piombo parassita, ottenuto a partire da un normale bullet weight (filo di acciaio 0.60, pinze a becchi tondi ed epoxy).

Partiamo dal montaggio per il flipping o per il punching: variano solo l’entità della piombatura e l’eventuale rimozione dei flaps nel caso di materassi algali di difficile penetrazione.

L’Hogg andrà innescato a filo dell’occhiello dell’amo, adagiato sulla punta del termo restringente.

L’amo andrà quindi pareggiato all’esca per determinare con facilità il corretto punto d’inserzione della punta dell’amo (obbligatorio il montaggio texas). Come si può notare un amo 3/0 da flipping calza perfettamente l’intero Hogg.

Come deve apparire l’Hogg correttamente montato. Si può inoltre osservare come i flaps tendano a compattarsi sul corpo dell’esca, favorendo la penetrazione in heavy cover.

Il Leadd Sinker va bloccato sul filo attraverso uno stopper (non visibile in foto).

Passiamo ora all’Okechobee rig,una versione reverse del texas rig, adatta a penetrare in profondità nelle cover più intricate, non necessariamente nelle solo alghe o piante acquatiche. L’Okechobee rig nasce sull’omonimo lago Statunitense; successivamente, in Giappone, la stessa tipologia di innesco prenderà il nome di Sasuteki Rig.

L’Hogg andrà modificato appositamente. In primis applicheremo l’apertura delle chele come precedentemente visto. Procederemo quindi alla rimozione delle code. Alcuni si chiederanno il motivo di tale scelta. All’atto pratico le code non fanno difficoltà alcuna ad entrare in cover ma, al contrario, si oppongono totalmente alla fuoriuscita dagli ostacoli: risulta preferibile rimuoverle. Le chele, diversamente, oppongono resistenza per attrito ma non ostacolano l’uscita dalle cover.

Ottenuto questa nuova versione dell’Hogg, procediamo al suo montaggio reverse.

Prendere il piombo parassita ed inserirne l’ansa, orizzontalmente, nella testa dell’esca. Bucare l’esca con l’amo, catturando l’ansa del piombo. Montare l’amo in stile Texas. Considerata la morbidezza della mescola, il montaggio texposed sarebbe inappropriato nonché rischioso.

I migliori risultati si ottengono a pitching, flipping ed, eventualmente, a skipping, nel caso di piombature leggere. Ricordatevi di dare filo all’esca appena lanciata in modo tale da garantire la massima penetrazione all’interno della cover.

Segue un esempio di Okechobee rig montato con un narrow gape hook 3/0. La compattezza dell’innesco è incrementata a favore dell’ingresso in cover estreme.

Ora analizziamo i possibili utilizzi su diverse tipologie di jig-heads.

Partiamo da una jig-head dedicata alle tecniche finesse: la Shakey Head. Su questa tipologia di testina potremo utilizzare l’hogg montato integralmente oppure, allo scopo di rendere l’esca più compatta ed enfatizzare il movimento di tutte le appendici, in versione doctored.

Come osservabile nelle immagini, la prima tipologia di montaggio ci permetterà di sfruttare la flessibilità dell’hogg in un’azione shakey convenzionale; il doctored hog, invece, ci permetterà di far vibrare con maggior frequenza flaps e flares, grazie all’irrigidimento del corpo centrale dell’esca. Quest’ultimo montaggio, inoltre, risulta essere molto indicato alla tecnica dell’hopping. Hopping: tecnica che promuove un movimento dell’esca simile a quello di una cavalletta. Più avanti, nel testo, ulteriori delucidazioni.

Citato l’hopping in riferimento alle tecniche finesse, trovo doveroso ricondurlo ad attrezzature heavy: questa tecnica è molto indicata per muovere le esche all’interno delle cover, specialmente se di natura arborea (cespugli, alberi, ramaglie sommerse).

Vediamo quindi come sfruttare al meglio la Fnss Flipping Stand Up Headz.

Personalmente, preferisco accorciare l’Hogg in modo tale da ottenere, nuovamente, un’esca particolarmente compatta e mobile, reattiva sugli impatti. Se desiderato, può comunque essere innescato intero. Raccomando di porre molta attenzione nel calzare l’esca sull’amo. Eventuali torsioni del siliconico influenzeranno negativamente l’azione di affondamento del complesso Hogg-headz. Cerchiamo di innescare l’esca perfettamente dritta, come in foto.

In tema di Hogg accorciato (doctored), anche l’innesco su Fnss Football Jigheadz, richiede tale accorgimento. Lo scopo finale è quello di promuovere, con facilità, l’impennaggio dell’esca ad ogni impatto sul fondale, durante il recupero a dragging. Il dragging è una tecnica elettiva per il recupero su substrati duri quali arenaria, ciotoli, ghiaie e sabbie. Si tratta di recuperare lentamente l’esca, senza mai staccarla dal fondo. L’immagine illustra chiaramente quale sia la taglia più idonea, da raggiungere, per l’innesco (tramite rimozione di una parte apicale dell’Hogg).

L’innesco completo dell’Hogg su questa tipologia di testina è molto indicato, invece, per presentazioni a “dente di sega”, o ad Hopping, quando si pesca su fondali alquanto pronunciati.

Nel caso, invece, si preferisca una presentazione di tipo wacky, a ridosso di profondi fondali, potremo sfruttare le Liqvidd Wacky Head Weedless. A causa della presenza delle appendici non si potrà sfruttare il termo-restringente, in compenso le immagini mostrano diverse varianti di innesco, funzionali ad una presentazione pendulum del Liqvid Hogg.

Analizziamo ulteriormente il panorama delle testine con le Ballheadz, testine caratterizzate da una forma sferica, dotate di aggancio a molla. Sono prodotti idonei a presentare l’Hogg in heavy cover, grazie ad un amo decisamente robusto, dotato di flat-eye, che ne incrementa le doti anti-incaglio.

Queste jigheads vanno utilizzate a pitching e a flipping, come si farebbe con un jig: bake’n shake [lancio, pausa (bake), colpetti di cimino(shake)…meno spostiamo l’esca dalla cover, meglio è].

La forma sferica della testina e la gamma di pesi disponibili rendono questo prodotto estremamente polivalente, quindi adatto ad affrontare ogni tipo di cover. Considerata la lunghezza del gambo dell’amo, l’innesco dell’Hogg dovrà essere completo nella sua lunghezza; ciò non toglie che altre modifiche alle appendici possano costituire una valida scelta. Le testine più leggere saranno utili per un utilizzo in cover poco serrate o a filo delle stesse, viceversa le versioni più pesanti andranno sfruttate per penetrare le heavy covers, per rimanerci il più a lungo possibile.

Concludiamo la carrellata sulle testine con la Round StandUp, dedicata a presentazioni, verticalizzate, nel campo del finesse. La testa è realizzata su un amo 3/0, medium wire, caratterizzato da flat eye e alloggiamento a molla. Il prodotto si offre molto bene a presentazioni delicate nei pressi delle cover e all’interno delle stesse, a patto che quest’ultime siano affrontabili, senza rischio per l’incolumità del pesce, con l’attrezzatura dedicata (segue). Potremo usufruire di questa testina allo scopo di utilizzarla come shakey head pura, oppure con tecniche molto azzeccate quale l’hopping. Lanciata l’esca e raggiunto il fondo, dopo una pausa più o meno lunga, messa in tensione la lenza e abbassato il cimino, si richiama energicamente il complesso con un colpo di polso deciso (verso l’alto). Imperativo lasciare il filo in bando (slack line) durante la discesa dell’esca sul fondo…altrimenti la tecnica si trasforma in “dente di sega”. Molte mangiate arrivano proprio sulla slack line, durante la discesa sul fondo.  Si consiglia l’uso dell’attrezzatura da spinning (anche casting per i più bravi) medium, ad azione fast o extra-fast. Nel caso di utilizzo dei trecciati, anche una canna medium-light potrebbe essere dedicata a queste tecniche. I trecciati galleggianti permettono di ridurre notevolmente lo spostamento dell’esca verso di noi, aumentando il tempo di stazionamento in posizione. Ciò è dovuto alla forma della parabola discendente disegnata dalla treccia a partire dalla superficie dell’acqua. Sfruttare questo vantaggio significa catturare più pesci: bisogna dosare le energie impresse all’esca adattandosi e tenendo bene in considerazione l’anaelasticità della treccia.

Nelle immagini osserviamo l’innesco dell’hog intero e in alcune versioni doctored. Nella foto a destra, le code curly (arricciate) sono state modificate, ottenendo due cut-tails in stile Gary Yamamoto. A tale scopo, è sufficiente rimuovere parte della coda curva.

In particolare, le due foto seguenti ritraggono una modifica utile a rappresentare un gambero (Sx) e ad ottenere una versione paddle (Dx).

Nella parte finale dell’articolo (IV) affronteremo l’utilizzo del Liqvidd Hogg in qualità di trailer su Jigs, Chatterbaits e Spinnerbaits.

Stay Tuned  &  Happy New Year 2011 !!!

Giulio “Majoryn” Fait


Liqvidd Hogg 4”¾     PART 2

Doodling Rig: uno sconosciuto per molti. Montaggio nato da un’idea di Don Iovino, sviluppatore delle tecniche finesse, di sommare delle perline di vetro a un California rig.

L’immagine illustra un corretto innesco a doodling dell’Hogg (bent mount, in questo caso).

La tecnica del doodling nasce per pescare pesci sospesi su pareti rocciose, a picco, su profondi fondali.

Personalmente lo adotto spesso nei confronti di pesce apatico o statico, a causa di fronti freddi o dal lento metabolismo (fine stagione), in contatto con il fondo, con attrezzatura da texas o light texas.

Ecco il motivo per il quale l’immagine riporta un Hogg montato curvo, su amo 1/0 (relativamente corto) alla ricerca della massima mobilità dell’intera esca e di un effetto stand-up garantito da continui shakeraggi dell’esca. Importante la scelta della piombatura, in ottone o tungsteno (metalli duri) e delle perline di vetro per la massima emissione acustica (da preferirsi palline schiacciate, come quelle della foto). Allo stesso tempo l’amo andrebbe montato in posizione retrograda per sfruttare l’effetto  di ammortizzazione/propulsione della gomma sulle perline e il proiettile; il tutto a vantaggio della frequenza di impatti tra palline e bullet.

Nel caso si necessiti di un’esca più compatta l’Hogg può essere modificato come nella foto a lato. L’anellino dell’amo, questa volta, risulta esposto e la punta dell’amo 1/0 EWG puntata nell’ultimissima porzione del corpo dell’Hogg, alla base delle code.

Jig Head Rig: sicuramente una scelta vincente per aumentare le vibrazioni emesse dall’esca, eliminando lo snodo tra amo e bullet, in sostituzione al texas rig classico.

Le immagini mostrano, reciprocamente, un innesco su round jig head e grass jig head, viste da sopra e da sotto.

In entrambi i casi l’Hogg è stato montato texas, piuttosto che tex-posed, per una maggiore resistenza all’utilizzo in cover. Grazie alla morbidezza della gomma, il successo della ferrata è garantito, anche associato all’utilizzo di fili a partire dalle 10lb, adatti allo spessore del filo degli ami fotografati.

Doctoring The Hogg: iniziamo ad analizzare la maggior parte delle modifiche utili all’utilizzo dell’esca in particolari situazioni.

Come abbiamo già visto, l’Hogg può essere accorciato attraverso il taglio di parte dell’appendice apicale (testa): head-cut. Si consiglia l’utilizzo di forbici affilate.

Segue una foto relativa all’innesco dell’Hogg accorciato su grass jig-head.

La punta dell’amo andrà infilata nell’ultimo tratto del corpo centrale, all’attaccatura delle code. Si otterrà un’esca compatta capace di rispondere prontamente allo shaking, muovere tutte le appendici ma, soprattutto, flaps e flares, all’impatto con il fondale.

L’utilizzo di ami EWG 1/0 e  montaggio texas permette di accorciare l’Hogg notevolmente, come mostrato in foto, scalando l’artificiale dimensionalmente.

Un ulteriore utilizzo della versione head-cut prevede l’utilizzo di ami finesse EWG (modificato dall’autore, in questo caso): l’esca weightless viene fatta affondare tramite l’utilizzo di piombi spaccati (split-shot) o cilindrici (slip-shot) anteposti all’esca, oppure posti in fondo al terminale (drop-shot).

Anche il neko-rig può avvalersi della customizzazione head-cut, rendendo l’esca più minuta.

L’head-cut si addice perfettamente all’utilizzo finesse delle pendulum jig.head o delle testine più comuni, come illustrato dalla foto.

Flares doctoring: procedura che permette di aumentare la mobilità delle “chele” dell’Hogg.

La procedura passo-passo mostra chiaramente dove e come incidere la gomma a tale scopo.

L’ultima foto dimostra il risultato finale ottenibile. Le appendici non sono state volutamente forzate in posizione aperta, altrimenti sarebbero apparse come nella foto sottostante che, inoltre, mostra molto chiaramente i dettagli dei tagli operati.

 

 

Flares doctoring: procedura che permette di aumentare la mobilità delle “chele” dell’Hogg.

La procedura passo-passo mostra chiaramente dove e come incidere la gomma a tale scopo.

 

 

 

L’ultima foto dimostra il risultato finale ottenibile. Le appendici non sono state volutamente forzate in posizione aperta, altrimenti sarebbero apparse come nella foto sottostante che, inoltre, mostra molto chiaramente i dettagli dei tagli operati.

 

Tails doctoring: da utilizzarsi nel caso si desideri pescare in canneto o su vegetazione riparia, per ovviare ad ogni rischio di adesione delle code ma anche per utilizzare con profitto esche rovinate in pesca.

Sarà sufficiente tagliare le code come mostrato nella procedura passo-passo. Personalmente allungo le code a mano, prima e durante il taglio, per ottenere antenne più fini, ma non ritengo sia per forza necessario.

 

 

Doctoring flaps: per ridurre la planata dell’Hogg ma anche per aumentare la mobilità delle appendici in corrente (passiva) o quando sottoposte a shaking (attiva).

 

Un esempio di innesco finesse della nuova mini-freakbait ottenuta.

La stessa può essere utilizzata con successo anche come trailer per i Finesse Skyy Jigg.

 

Giulio “Majoryn” Fait

 

Liqvidd Hogg 4”¾     PART 1

L’Hogg è una freak-bait di 4.75 pollici caratterizzata da 3 appendici pari, liberamente mobili (nell’ordine, flaps, flares e code). La freak bait di Black Flagg è caratterizzata da una mescola molto morbida e particolarmente aderente all’amo, qualità che la rendono idonea a numerosi inneschi finalizzati alla cattura del bass, in diverse situazioni di pesca.

L’esca è nata  principalmente per applicazioni quali il pitching ed il flipping: per rispondere ad un simile target le code sono dimensionate per muoversi autonomamente quando l’esca viene accoppiata ad una piombatura di almeno 1/8 d’oncia. Lo spessore delle code produce vibrazioni a bassa frequenza, non intrusive, adatte a pesci sospettosi e capaci di resistere a multipli attacchi. La mescola a bassa densità promuove una lenta posa dopo l’impatto con il fondale, utile a focalizzare l’attenzione del bass.

Il primo paio di appendici, denominate flaps, producono movimento e vibrazioni addizionali durante la caduta e il recupero a twitching, incuriosendo il bass. Flaps e flares si aprono nell’acqua ma allo stesso tempo collassano facilmente lungo il corpo permettendo l’inserzione e il recupero attraverso cover particolarmente intricate. Per il flipping all’interno di materassi algali e in presenza di canneto è preferibile modificare le code sagomandole con le forbici ad imitare le antenne di un gambero, riducendo così la possibilità di ingarbugliamento e/o adesione alle superfici vegetali. Le rimanenti appendici non possono aderire ad alcun ostacolo in quanto totalmente zigrinate.

Ritengo che le immagini possano descrivere molto più facilmente delle parole le innumerevoli possibilità fornite dall’esca in questione: affronteremo diverse tipologie di innesco e customizzazioni dell’esca di per se.

Partiamo da una panoramica riguardante la minuteria: sono visibili gli ingredienti idonei a diversi montaggi, che prenderemo in esame.

Wacky rig

Montaggio che prevede l’utilizzo dell’esca spiombata o armata di piombo insert. L’immagine sottostante ritrae il corretto innesco attraverso un amo di dimensioni esigue, considerato l’innesco spiombato. Per garantire un affondamento orizzontale è necessario cercare di innescare l’esca nel suo baricentro che, nel caso dell’hogg, non ricade al centro della stessa, ma leggermente spostato verso la testa dell’esca.

L’Hogg montato a wacky  può essere ulteriormente appesantito attraverso l’inserzione di un insert dietro all’amo, alla ricerca di un affondamento orizzontale, oppure decentrato per far virare l’esca verso destra (hogg innescato come in foto) o verso sinistra (in questo caso bisogna riferirsi all’immagine in maniera speculare).

Questa tipologia di innesco non è comune tra le freak baits ma, forse anche per questo motivo, risulta spesso vincente. Certo è che la quantità di appendici in movimento simultaneo è notevole, alla ricerca dello stimolo visivo nei confronti del pesce.

Neko rig

Questo è probabilmente uno dei migliori inneschi per aumentare i tempi di residenza dell’esca all’interno della strike zone. Prevede l’utilizzo di un piombo insert specifico (nella foto un prodotto di Damiki) e di un amo Finesse, preferibilmente Wide Gap (1/0 nel caso della foto, modificato dall’autore con l’aggiunta di weed guard). Le immagini sequenziali descrivono chiaramente i diversi passaggi utili ad ottenere l’innesco finito.

Texas Rig:

Montaggio di comune conoscenza ed utilizzo. Enfasi va posta sulla scelta dell’amo adottato per il montaggio della freak baits: la morbidezza della gomma e la conformazione del corpo dell’esca permettono di utilizzare un ampio spettro di ami, ognuno dei quali determina diverse caratteristiche all’innesco.

Partiamo da un amo 1/0 EWG. La foto mostra chiaramente come l’amo,innescato in modo tale da coprire anche il nodo, non sfrutti l’intera lunghezza dell’esca. Ne deriva una maggiore flessibilità della stessa e un’accentuata trasmissione del movimento dell’intera componente caudale.

La testa, innescata in modo tale da coprire il nodo che lega l’amo, garantisce un punto di elasticità atto a distanziare l’esca dal piombo nel caso in cui questo sia montato senza stopper, lasciandola più libera e autonomamente mobile, soprattutto nel caso si utilizzino piombature interessanti.

Nel caso l’indole del bass richiedesse ami leggeri e notevole flessibilità dell’esca ma ci ponesse di fronte a mangiate corte, sarà possibile intervenire con un montaggio dell’amo 1/0 totalmente arretrato, come illustrato dalle foto successive.

Come si può osservare nella foto, l’amo arretrato porterà anche ad un sollevamento dell’esca dal fondale, garantito, almeno momentaneamente, dalla curvatura dell’amo e dalla distanza del piombo, incapace di interagire direttamente sull’esca, in quanto separato da un notevole segmento flessibile.

Su fondali ricchi di frammenti vegetali in putrefazione o fini tappeti algali l’esca può essere fatta emergere grazie ad un montaggio piegato (bent-mount), al posto di quello lineare, come mostrato in foto. Suddetto innesco favorisce notevolmente la ferrata, riducendo il percorso e l’attrito della punta dell’amo all’interno dell’esca.

Passiamo ora all’innesco di un amo 3/0 EWG.  Nel caso intendessimo dedicarci al flipping e ad ami corposi e resistenti, l’Hogg si presta tranquillamente alla sfida.

Il corpo tubolare dell’esca è in grado di alloggiare un amo di dimensioni decisamente generose.

L’utilizzo di un amo lungo riduce a zero la flessibilità del corpo centrale dell’esca solo nel caso in cui questa venga innescata scorrettamente, ovvero estremamente tesa. La foto mostra chiaramente, invece, come i flaps si pongano proprio al centro dell’amo. Il movimento di flares e code non viene assolutamente compromesso ma sicuramente ridotto nei confronti di un amo di dimensioni inferiori. Interessante, inoltre, notare come la piega a Z dell’amo wide gape emerga dal corpo dell’esca, quando innescata totalmente in posizione centrale, fornendo, senza dubbi, un appiglio per le alghe, le piante acquatiche e le cover di genere vegetale e roccioso. Ottimizzare l’azione di pesca significa anche prestare attenzione a questi piccoli particolari.

La foto sotto mostra l’Hogg innescato piuttosto linearmente su amo 3/0 EWG e Teftun Sinker: la curvatura dell’amo garantisce l’innalzamento dell’esca dal fondale, rendendola stand-up, almeno negli ultimi istanti della caduta sul fondale. Un Hogg, montato sullo stesso amo, in posizione inarcata (bent-mount), ne aumenterebbe ulteriormente l’effetto stand-up.

Affrontiamo l’utilizzo di un amo 3/0 Narrow Gape. L’immagine sottostante mostra come il corpo dell’esca alloggi tranquillamente l’amo citato. La morbidezza della gomma, inoltre, garantisce l’efficacia della ferrata, anche con innesco texas, sebbene il gape dell’amo si riduca notevolmente.

La foto soprastante mostra come l’amo ben si adatti a penetrare in cover estremamente serrate o particolarmente “sporche”: questa volta nessun appiglio risulta osservabile.

Un escursus sul Carolina rig merita la citazione di questa tipologia di amo, scelto nelle versioni più leggere (filo medio o sottile), a garanzia della galleggiabilità o neutralità dell’esca (ricordiamo che queste variabili dipendono non solo dalla mescola ma anche dalle caratteristiche quali durezza e/o salinità delle acque dove peschiamo).

Analizziamo infine un classico amo Offset 3/0.  La foto illustra come tale tipologia di amo copra completamente la lunghezza dell’esca.

Anche in questa occasione nessun appiglio risulta compromettere la presentazione nelle cover più intricate.

Il gape si riduce e, con esso, anche l’effetto stand-up addizionale. In compenso, irrigidendo l’esca, si può ottenere una maggiore trasmissione delle vibrazioni impresse dal cimino della canna.

Continuate a seguire questa rubrica, a breve proseguiremo analizzando altri inneschi ed altre tecniche….to be continued!

Giulio “Majoryn” Fait

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21 Risposte

  1. bella major!

  2. WIKIPEDIA che non sei altro…ahah

  3. Grazie dei complimenti, spero di allietarvi con la lettura 🙂

  4. Giulio sei il più grande!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Bellissima spiegazione, contiamo si di te per il futuro.

  5. Grande Giulio, sei un mostro!!!!!!

  6. Ottimo bravo Giulio

  7. spettacolo MAJOR
    complimenti anke per la 2 parte;=)

  8. …grande come al solito….
    e cosa ci dici di un reverse rig??!!!

  9. Abbiate fede…il reverse rig arriverà 😉

  10. Bravo Giulio ottima spiegazione

  11. bravissimo….meglio di un’enciclopedia

  12. grande giulio..propio quello dicevamo qualche giorno fa…aspetto anche il tip sui trailers

  13. GURU!!!!!!

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  15. Salve, da anni uso con soddisfazione i vostri prodotti ed ogni volta apprezzo la loro adattabilitá allo “stile” di ciascun pescatore. Su questo aspetto l’hog è davvero fantastico. Delle sue molteplici applicazioni quella che preferisco è quella di trailer al machete jig. Il dettaglio che piú apprezzo e che lo distinguono dall’innesco di altri trailer sono i piccoli flap che sbucano lateralmente dal gonnellino del jig sembrano le pinne pettorali di una creatura acquatica. Lecombinazioni cromatiche piú variopinte tra jig ed hog poi piacciono moltissimo tanto aibass quanto ai lucci.
    Complimenti davvero, é entrata nella mia ristretta lista di esche irrinunciabili, semplici ed efficaci da usare nelle giornate difficili e soprattutto in gara.
    Saluti, Emanuele (alias BASS MASTER).

    • Carissimo Emanuele,
      in questo periodo di crisi globale, che rende difficile anche la più sana iniziativa/avventura imprenditoriale le tue parole ci danno un sacco di conforto e ci spronano ad andare sempre avanti cercando di migliorare i nostri prodotti!!!!!!

      Grazie ancora

      Il Black Flagg TEAM

  16. Giá in primavera avevo elogiato l’hog come trailer per i jig. Ora siamo in agosto, pienissima estate e nelle ore piú calde dei giorni piú caldi del mese piú caldo ho voluto effettuare un vero e proprio “stresstest”. Posto difficile, campo gara del nord-est costantemente battuto, con pesce stressato e smaliziato dalle alte temperature dell’acqua. Beh, non c’è stato paragone con le altre selezionatissime softbait. L’hog in questoe condizioni si è dimostrato la migliore tra le migliori, regalandomi catture a ripetizione di bass di buona taglia. Purtroppo non va cosí ogni volta, l’hog non è ancora l’esca definitiva ma ci va vicinissima. Potrei pescare una stagione intera con due soli tipi di softbait e l’hog è uno di questi due. Complimenti davvero. Vorrei averlo inventato io! 🙂

  17. P.s. Dimenticavo, sta volta ho usato le varie combinazioni dell’hog per flippare nel canneto con innesco texas. Ma anche nella sua versione “originale” va giá alla grande.
    Di nuovo saluti.
    Emanuele / BASS MASTER

  18. Wow! Ho provato i nuovi hog coi nuovi colori e nuovo scent: efficacia allo stato puro e semplice!

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